Il commento al bollettino potrebbe essere: “di tutto e di più”.Bollettino che presenta alte concentrazione di polline rilasciato da piante a fioritura propriamente primaverile, tuttavia i venti che hanno caratterizzato il fine settimana, come è stato possibile osservare analizzando i grafici disponibili sul sito https://www.meteoregionelazio.it/, hanno determinato un forte rialzo delle concentrazioni di polline il cui trend era costantemente in calo da qualche settimana.Altre osservazioni riguardano il polline delle Fagacee, a cui appartengono tre generi, quercia, faggio e castagno. Le querce, che dividiamo in caducifoglie e sempreverdi, hanno raggiunto il picco con la fioritura dei lecci; il polline di faggio è stato trasportato dal vento, essendo questa specie presente sui rilievi a partire almeno dai 900 – 1000 metri s.l.m..È iniziata anche la fioritura di olivo. E qui è il caso di tornare sull’opportunità di utilizzare questa specie a scopo ornamentale in città. La percentuale della popolazione allergica al polline è in aumento e una delle azioni da percorrere è ridurre la quantità di polline presente in ambiente urbano. Per tale ragione le iniziative di cittadini che piantano alberi (non alberature) di olivo nelle strade della città sbagliano due volte: non è il singolo cittadino che sceglie cosa mettere a dimora, è il comune che stabilisce cosa mettere a dimora (e non sempre le scelte sono condivisibili, anzi), al punto che non si occupa della loro manutenzione o abbattimento se necessario; introduce una pianta fortemente allergenica.

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