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MONITORAGGIO DEL CIPRESSO

Riprendiamo la campagna di monitoraggio fenologico del cipresso. i cittadini che desiderano partecipare a quest’attività di Citizen Science, può scriverci per avere il materiale necessario. l’iniziativa può essere accolta anche da scuole di ogni ordine e grado, come ad esempio fa da anni l’istituto Caffè.

ecco le prime foto del cipresso

Per quanto riguarda le concentrazioni polliniche continua il calo anche se Alternaria raggiunge costantemente concentrazione media. (3/10/2019)

 

Everydays for future

Un interessante libro di Daniel Goleman si intitola Intelligenza ecologica, può essere utile la sua lettura, soprattutto in questi giorni dove le (dis)informazioni sul clima invadono attraverso i media ogni spazio.

Poi si potrebbe studiare la storia attraverso gli eventi climatici che si sono succeduti nel tempo, magari leggendo “La storia del clima, Variazioni climatiche e rapporto clima uomo in età post glaciale” di Mario Pinna.  Il lavoro di verificare le fonti delle affermazioni che ci vengono inviate, cercare di comprendere i fatti per quelli che sono, forse nel paese di Galileo Galilei, dovrebbe essere quasi naturale, ma evidentemente così non è. L’impegno a vivere in un modo responsabile dovrebbe essere diuturno. Magari è compito degli adulti introdurre i bambini nel reale, fin da piccolissimi. E’ compito della scuola educare gli studenti a osservare, ricercare, a verificare le diverse ipotesi.

Le concentrazioni polliniche si mantengo basse, caldo e umido favoriscono la presenza della spora Alternaria. Concentrazione media per le Amaranthacee e presenza di Parietaria, graminacee, ambrosia, artemisia.

(commento del 26/09/2019)

 

L’autunno alle porte?

l’equinozio di autunno è vicinissimo, il prossimo 23 settembre, alle ore 9:50 ora italiana. Ha così inizio l’autunno astronomico, mentre quello meteorologico è iniziato il 1 settembre. Nei due giorni di equinozio il circolo di illuminazione tocca contemporaneamente i due poli e quindi la durata della notte è uguale a quella del dì. Fino al solstizio di inverno le notti saranno sempre più lunghe. Questo per l’emisfero boreale. Il mese di settembre è stato caldo, per la nostra regione con valori più o meno nella media stagionale, Sono un po’ carenti le precipitazioni, mediamente nella città di Roma sono caduti dall’inizio del 2019, circa 320 mm. l’autunno dovrebbe arrecare il maggior quantitativo meteorico: non è una novità, e ci si augura che lo sappiano anche i nostri amministratori cittadini.  Girando per la città è facile immaginare gli allagamenti che si formeranno con le prime piogge importanti: foglie, carta, mozziconi di sigarette sono tutti lì pronti ad intasare le caditoie. Nei prossimi giorni le temperature minime saranno in leggera diminuzione ma nell’arco della giornata sarà ancora moto piacevole stare al sole (per chi può).

Le concentrazioni polliniche sono molto basse in città, con poche  eccezioni rappresentate dalla spora Alternaria, favorita dalle condizioni di alte temperature e alta umidità atmosferica, e dal polline delle Amaranthaceae e Plantaginaceae. Sporadici i granuli di quercia (possono rifiorire) e di Cedro.

Per chi volesse avere uno sguardo sulla reale situazione del polline in altre regioni consigliamo il sito www.il polline.it e cercare il bollettino. E’ il sito dell’Associazione Italiana di Aerobiologia

 

(20 settembre 2019)

Bollettino pollinico

Aumento di nuvolosità, con possibili temporali. Temperature generalmente stazionarie.

Bollettino con pochissimo polline, con concentrazioni in diminuzione. La presenza della spora Alternaria continua ad essere favorita dalle condizioni di caldo umido (30 agosto 2019)

Pensando all’autunno e all’inverno

Fa caldo, come – diremmo – sembrerebbe normale a fine luglio. il forte maltempo dello scorso week-end ha causato, purtroppo una vittima, e molti danni. Vento e pioggia hanno determinato la caduta di alberi, e soprattutto tante foglie ed aghi di pino. i pini sono alberi molto diffusi nella nostra città, sono molto belli. in qualche modo connotano il paesaggio romano. Dal punto di vista botanico i pini sono sempreverdi. il dizionario Treccani dice: piante sempreverdi sono quelle piante legnose (dette anche i o le sempreverdi, come s. m. o f.) con foglie persistenti durante tutto l’anno e quindi anche d’inverno (nei climi temperati), e che talvolta si mantengono per qualche anno di seguito, mentre la defogliazione ha luogo progressivamente e lentamente, in generale al momento dello sviluppo delle gemme e non in corrispondenza dei cambiamenti climatici (di stagione). Anche i pini quindi perdono le foglie ei loro aghi finiscono rapidamente sulle caditoie, determinado la loro occlusione, con conseguenti allagamenti. L’autunno è lontano, ma forse il Comune dovrebbe iniziare a pensare alla manutenzione delle caditoie prima delle piogge autunnali.

E guardano più in là nel tempo, sembra che il prossimo inverno sarà freddissimo e carico di neve come non mai. Il pensiero forse ci rinfresca un po’, poi vedremo se quanto riportato da questo sito si avvererà o meno…

Il piccolo principe e la volpe

In questi giorni, sui siti di alcuni quotidiani nazionali è possibile vedere l’incontro tra una piccola volpe e un motociclista. Aldilà della bellezza delle immagini, il comportamento del “viaggiatore” è sicuramente da censurare: agli animali selvatici non si deve dare confidenza e cibo, occorre evitare atteggiamenti e situazioni che favoriscano la familiarità con l’uomo.

 

” Che cosa vuol dire addomesticare?”

” E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…” ” Creare dei legami?” ” Certo”, disse la volpe. ” Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”

“…se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…” (23/07/2019)

Commento al bollettino (23/07/2019): trascorso anche il primo mese dell’estate astronomica e superata la metà della stagione meteorologica, e l’andamento delle concentrazioni  polliniche ne  è specchio fedele. Concentrazioni molto basse ed in calo ad eccezione della spora Alternaria, che caldo e umido favoriscono. Attenzione comunque che localmente, a seconda dei luoghi in cui ci si trova, possono essere presenti concentrazioni locali di Parietaria più alte.

Andrea Camilleri

Ricordiamo, da botanici, lo scrittore Andrea Camilleri per mezzo di questo piccolo brano estratto dal romanzo: La gita a Tindari”. Se si chiudono gli occhi siamo dentro l’albero.

“La gita a Tindari”, di Andrea Camilleri, (Ed. Sellerio Editore Palermo, pag 97)

….S’assicurò d’avere in sacchetta bastevoli sigarette, riacchianò in macchina e se ne partì in direzione di Montelusa. C’era, proprio a mezza strata tra i due paìsi, un viottolo di campagna, ammucciato darrè a un cartellone pubblicitario, che portava a una casuzza rustica sdirrupata, allato aveva un enorme ulivo saraceno che la sua para di centinaia d’anni sicuramente li teneva. Pareva un àrbolo finto, di teatro, nisciùto dalla fantasia di un Gustavo Doré, una possibile illustrazione per l’Inferno dantesco. I rami più bassi strisciavano e si contorcevano terraterra, rami che, per quanto tentassero, non ce la facevano a issarsi verso il cielo e che a un certo punto del loro avanzare se la ripinsavano e decidevano di tornare narrè verso il tronco facendo una specie di curva a gomito o, in certi casi, un vero e proprio nodo. Poco doppo però cangiavano idea e tornavano indietro, come scantati alla vista del tronco potente, ma spirtusato, abbrusciato, arrugato dagli anni. E, nel tornare narrè, i rami seguivano una direzione diversa dalla precedente. Erano in tutto simili a scorsoni, pitoni, boa, anaconda di colpo metamorfosizzati in rami d’ulivo. Parevano disperarsi, addannarsi per quella magarìa che li aveva congelati, “canditi”, avrebbe detto Montale, in una eternità di tragica fuga impossibile. I rami mezzani, toccata sì e no una metrata di lunghezza, di subito venivano pigliati dal dubbio se dirigersi verso l’alto o se puntare alla terra per ricongiungersi con le radici.” Montalbano, quando non aveva gana d’aria di mare, sostituiva la passiata lungo il braccio del molo di levante con la visita all’arbolo d’ulivo. Assittato a cavasè sopra uno dei rami bassi, s’addrumava una sigaretta e principiava a ragionare sulle facenne da risolvere. Aveva scoperto che, in qualche misterioso modo, l’intricarsi, l’avvilupparsi, il contorcersi, il sovrapporsi, il labirinto insomma della ramature, rispecchiava quasi mimeticamente quello che succedeva dintra alla sua testa, l’intreccio delle ipotesi, l’accavallarisi dei ragionamenti. … Isando gli occhi e la testa per far calare meglio la prima tirata di fumo, il commissario s’addunò di un braccio dell’ulivo che faceva un cammino impossibile, spigoli, curve strette, balzi avanti e narrè, in un punto pareva addirittura un vecchio termosifone a tre elementi. “No, non mi freghi” gli murmuriò Montalbano respingendo l’invito. Ancora non c’era bisogno di acrobazie, per ora bastavano i fatti, solamente i fatti.

Fiori d’estate

Il passaggio rapido di una perturbazione ha portato ristoro, riducendo per qualche ora l’umidità atmosferica. Ovviamente le temperature sono subito tornate sui valori normali del periodo. La pioggia, caduta non violentemente, ha contribuito a pulire un pochino l’aria, ad abbattere per un po’ i miasmi della città, e arrecato beneficio alla vegetazione.

il bollettino pollinico rispecchia fedelmente questa situazione mostrando concentrazioni basse, quasi tutte in calo. ovviamente le condizioni di caldo e umido favoriscono le spore fungine e tra queste Alternaria.

Per la settimana entrante le condizioni meteorologiche non presenteranno particolari novità e di conseguenza ci si attende un calo delle concentrazioni polliniche

Si incontrano nei vetrini bei granuli di Asteraceae, o Composite: oltre alla cicoria si possono trovare granuli di polline di girasole, che non sono presenti solo fuori città nei campi, ma sempre più spesso trovano posto nei giardini e nei balconi.

Nelle foto seguenti campo di girasoli (foto di Attilio Marzorati, da acta plantarum) e granulo di polline di girasole (foto Centro di monitoraggio aerobiologico di Roma) (17 luglio 2019)

 

  

 

Tanto atteso, quando finisce?

L’estate è decisamente arrivata, passato il solstizio, le temperature hanno raggiunto valori molto elevati, che hanno subito fatto sorgere lamenti sul caldo: ” mai così caldo, si stava meglio a maggio, speriamo finisca presto”.. Il caldo ha determinato anche  il quasi completo ingiallimento dei nostri prati. le fioriture sono prevalentemente terminate ad eccezione del mirto, di alcune malvacee, del castagno e del ligustro. le malve non sono allergiche ed il loro polline non viene mai catturato dai nostri campionatori. ancora in fiore la parietaria, che procedendo l’estate con queste temperature presto ridurrà la quantità di polline rilasciato in aria.

Nelle aiuole, a dire il vero non proprio in stile londinese, è possibile vedere splendide fioriture di cicoria. il suo polline, molto bello, non è allergenico e sporadicamente si incontra nei vetri di monitoraggio (3 luglio 2019)

Myrtus communis.    Cichorium intybus.      polline di Cichorium

Allergie di fine primavera

L’azione combinata di pioggia e sole hanno determinato un forte incremento delle concentrazioni polliniche. Parietaria, graminacee o poacee, plantaggini, querce e olivo, non ci siamo fatti mancare nulla. Il bollettno pubblicato non è stato mai così colorato quest’anno.

In effetti per quanto riguarda l’olivo e le querce si è registrato un certo ritardo, mentre per la presenza di erbacee occorre considerare la mancanza di gestione di molte aree verdi, pubbliche e private.

Le condizoni meteorologiche previste ci inducono a pensare che le concentrazoini polliniche saranno ancora elevate seppur in diminuzoine (19/06/19).

 

 

Solleone

In attesa dei prossimi sbarchi di Caronti, Neroni, Cleopatre e altre ondate di calore dai nomi fantasiosi e poco rassicuranti che i media ci preannunceranno come prove inoppugnabili del AGW, manco fossimo alla vigilia dell’estate astronomica, ci godiamo le prime giornate calde. Dal 1 giugno siamo entrati nell’estate meteorologica e rapidamente andiamo verso il solstizio estivo. Logico che faccia calda e che lo farà a lungo.

nei prossimi giorni si potranno avere precipitazioni di tipo convettivo a livello molto localizzato o precipitazioni orografiche specie nelle ore postmeridiane.

La fine delle piogge ha riservato una forte ripresa dei pollini allergenici di questo periodo, graminacee, parietaia e olivo. ancora alte le concentrazioni delle querce.

vi segnaliamo due interessanti link: uno descrive in tempo reale la presenza di NO2  l’altro rimanda ad un’interessante  app della Regone Lazio sulle ondate di calore. (7 giugno 2019)

Aguas de Maio

La bella canzone (puoi ascoltare qui) di Antonio Carlos Jobim, a cui si ispira il titolo parlava in realtà del mese di marzo. Maggio piovoso come non mai? La tornata elettorale europea e i commenti al suo esito hanno distolto, almeno per qualche giorno, l’attenzione dei media dalle attuali condizioni meteorologiche.

Piove nell’Italia centrale, sulle Alpi nevica. Dopo una prima fase della stagione senza pioggia, ora c’è un recupero in atto.

E’ merito/colpa di Greta? Di Trump? Non lo sappiamo, però siamo andati a guardare i dati della nostra stazione meteorologica, operativa dal 1997. Nell’immagine sottostante l’andamento delle precipitazioni dal 1997 ad oggi per il mese di maggio. Sembra non sia una novità avere maggio piovoso. Più volte abbiamo detto che il clima mediterraneo, più di altri tipi climatici, si caratterizza per la sua alta variabilità.  Gli effetti di queste piogge sono molteplici, verranno rimpinguate le falde, la città sarà un po’ meno maleodorante, la presenza di polline in aria sarà minore. Come in effetti si vede dal bollettino odierno. A Tor Vergata solo lo scorso venerdì abbiamo registrato valori importanti di concentrazione per le querce. Altro polline presente è quello delle graminacee.

Cosa ci aspetta nei prossimi giorni? Quando smetterà di piovere avremo rapidamente rialzi di parietaria e graminacee, le querce sono praticamente finite, e probabilmente olivo, che è in fiore, almeno in area urbana. (29/5/2019)

 

Primavera inoltrata, anzi no, forse si

Che le temperature di questi giorni siano decisamente più consone al periodo invernale non lo si può discutere, che sia un effetto del Climate Change forse si può mettere in discussione. Per almeno due ordini di motivi: il primo è la memoria corta il secondo è l’osservazione fenologica.

Su qualche sito si è parlato dei Santi di ghiaccio o dei Frost Saints,  Leggendo le loro biografie si vede il problema si pone da molto tempo. E’ la prova che anche se non frequentemente maggio può essere così. Un altro modo è guardare nei prati e vedere come sta andando la vegetazione.

Nelle foto sotto è possibile vedere un bel Tragopogon ormai in piena fruttificazione e i primi fiori di olivo, aperti in città. La maggior parte degli alberi di olivo sono in fase di mignolatura. Entrambi i generi fioriscono grosso modo in questo periodo.

Jpeg

Dal punto di vista pollinico, la pioggia riduce il disagio degli allergici: restano medie le concentrazioni di Quercus e Plantago. su valori bassi il polline di Parietaria, carpino.

le previsioni meteo indicano per la seconda metà della settimana prossima un netto miglioramento quindi ci aspettiamo un incremento delle concentrazioni polliniche.

 

 

Piove sabbia

La settimana scorsa è stata caratteriazzata da correnti merdionali che hanno portato pioggia e sabbia. Lo constatiamo guardando le auomobili e in generale le superfici esterne su cui, dopo l’evaporazione dell’acqua, resta un’impronta marroncina, al tatto sembra talco: è la sabbia del deserto. Ne vediamo evidenti tracce anche sui nastri di campionamento, come si può osservare nelle fotografie: il nastro sul tamburo e sulla taglierina. È interessante vedere come il fenomeno sia durato diversi giorni. La presenza della sabbia sui nastri complica oltremodo la lettura al microscopio. Ha fatto la sua comparsa in modo consistente il polline di quercia. Con questo termine si fa riferimento a diverse specie presenti nel territorio romano, sia sempreverdi, leccio e sughera, che caducifoglie, rovere, roverella, cerro, crenata, per non parlare di quelle inserite a scopo ornamentale come la quercia rossa. Il polline di quercia dovrebbe arrivare fina a metà giugno. In attesa del polline di graminacee è la parietaria a dare fastidio agli allergici.

Per il fine settimana è previsto un brusco peggioramento con arrivo di altre piogge. questo potrebbe ridurre la carica pollinica da un lato, ma rinvigorire le piante con conseguente rilascio di polline non appena tornerà il sole. (2 maggio 2019)

taglierina con sabbia

tamburo con sabbia

amenti maschili di leccio

Che tempo fa

Era il titolo di una breve rubrica che “sdoganò” la meteorologia nei confronti del grande pubblico televisivo.

Pochi minuti in cui il colonnello Edmondo Bernacca, presentava le previsioni del tempo (e non del clima come spesso si sente dire), senza troppe pretese, per il giorno dopo e al massimo suggerendo con molte cautele possibili sviluppi per i giorni a seguire. Di questi giorni l’ennesima polemica tra albergatori e “siti meteo” che fanno previsioni ad effetto: i turisti avrebbero non prenotato o annullato vacanze a causa delle previsioni meteo catastrofiche. Oggi che si consulta l’oroscopo prima di alzarsi dal letto e il meteo prima di uscire di casa c’è un’offerta sovrabbondante di siti meteo. Come diceva G. K. Chesterton: “Chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente perchè comincia a credere in tutto”. Liberi tutti di farlo, ma forse bisognerebbe consultare siti di previsioni meteorologiche seri e non lasciarsi attrarre da imminenti nevicate o da traghettatori infernali pronti ad arrostirci.

L’attendibilità raggiunta per le previsioni meteorologiche è il risultato di investimenti in ricerca, calcolatori e modelli matematici: ci sono voluti decenni per raggiungere gli attuali standard. Forse il problema è la ricerca del click esasperato che si traduce in euro di guadagni.

E analogamente è difficile fare previsioni sulle concentrazioni polliniche. Le fioriture sono determinate da cause prossime e remote, ed è necessario avere a disposizioni lunghe serie di dati.

Per la settimana entrante ci aspettiamo un aumento di polline di graminacee e delle querce. l’olivo è in fase di mignolatura, quindi occorre attendere ancora un po’ per trovare il suo polline. Ormai conclusa la fioritura di platano, di carpino e delle ulmacee. (25 aprile 2019)

 

polline di Pasqua

la settimana che precede la Pasqua ha visto il passaggio di una rapida incursione temporalesca che ha contribuito a ridurre per qualche tempo la concentrazione di polline in aria, ma ha anche apportato un utile contributo al terreno. Trascorsa la domenica di Pasqua e probabilmente la pasquetta con graduale aumento della nuvolosità, per la settimana successiva si attende un graduale peggioramento.

Dal puntodi vista aerobiologico si attende l’incremento della concentrazione di polline delle graminacee, delle querce e della parietaria.

L’equipe del Centro di monitoraggio augura a tutti gli utenti di trascorere lietamente la Santa Pasqua.

Stòrace del Levante

“Il Signore disse a Mosè: «Procùrati balsami: storace, ònice, gàlbano e incenso puro: il tutto in parti uguali. 35Farai con essi un profumo da bruciare, una composizione aromatica secondo l’arte del profumiere, salata, pura e santa.” Esodo 30, 34-35

Nella Bibbia sono riportati i nomi di moltissime specie, spesso in modo circostanziato, in altri casi in modo meno chiaro.

in questi giorni è in fiore il Liquidambar orientalis Miller, o Liquidambarr styraciflua (L.) appartenente alla famiglia delle Altinginiaceae. E’ un albero che viene piantato nei parchi, facilemnet riconoscibile per le foglie palmato lobate a cinque lobi e dai frutti globosi costituiti da capsule appuntite, da cui cadono i semi.

    

Volano le samare

tra i primi alberi a fiorire l’olmo altrettanto precocemente si veste di tenere samare , che compaiono prima delle foglie. E’ in questo periodo che ci si accorge di quanti olmi siano presenti incittà, se non si è proprio  “botanici”… le samare sono dei frutti, alati, atti a favorire il volo. possono essere di forma variabile, l’olmo le ha circolari con il seme a centro , come si può vedere nelle fotografie sotto riportate.

 

 

Jpeg

 

 

Ha fatto il suo ingresso in aria il polline di un altro albero, il carpino nero, (Ostrya carpinifolia Scop.). Appartiene alla famiglia delle Betulacee e quindi può essere molto fastidioso considerata la sua allergenicità. si possono vedere alberi con gli amenti maschili ben evidenti.

Per quanto riguarda gli altri pollini, il cipresso è sempre presente ma in concentrazioni basse,  il platano sta raggiungendo il picco, mentre è media la concentrazione di parietaria.

il brusco passaggio di una perturbazione di origine sud occidentale poterà pioggia, che darà vigore alle prossime fioriture.

AVVISO AI MARATONETI

il percorso sarà fonte di polline di parietaria, presente sui muri, un po’ ovunque in città e, sui grandi viali e lungo Tevere, ancora polline di platano.

(commento del 4/4/2019)

 

 

Il polline di platano

Da qualche giorno le auto parcheggiate sotto i platani presentano evidente tracce di “polverina gialla”. si tratta di polline prodotto dai fiori maschili del platano. I fiori maschi  sono riuniti in capolini sferifici separati, e similmente accade per quelli femminili, che presto si colorano di rosso: sono gli stimmi dei fiori femminili ad assumere quel colore. La contemporanea presenza dei capolini maschili e femminili vede anche la presenza dei capolini del precedente anno: in questo caso le dmensioni possono raggiungere i 3 centimetri di diametro. sul capolino sono riuniti i frutti spesso muniti di ciuffo di peli. Va ribadito che è il polline ad essere allergenico e non i frutti, questi al massimo possono essere fastidiosi agli occhi, possono intasare le fessure dell’aria delle automobili, ma nulla di più. va anche detto che il polline del platano “vola poco”, cioè la maggior parte dell’emissione di un albero non si allontana molto dalla sorgente.

Il platano a Roma, come in altre città, viene utilizzato per i grandi viali, secondo un disegno urbanistico che inizia con i piemontesi  subito dopo l’unità di Italia. Il platano normalmente usato, ieri come oggi, è il Platanus hispanica Mill. ex Münchh. secondo gli ultimi aggiornamenti nomenclaturali. Fino a poco tempo si chiamava P. acerifolia, o P.  hybrida indicando il fatto che si tratta di un ibrido ottenuto dall’incrocio tra il P. orientalis (originario del mediterraneo orientale e ancora più a est fino al Caspio) e il P. occidentalis, introdotto in Europa dall’America del nord. La differenza pià evidente è nella foglia, come si può vedere nelle foto sotto, a sinistra il P. orientalis a destra il P. hispanica. Nelle altre fotografie i capolini femminili e maschili e quelli recanti i frutti.

 

capolini maschili, capolini femmnili e capolini fruttiferi

Il centro di Monitoraggio ed ISPRA al tg3 lazio
La collaborazione scientifica  tra il Centro di monitoraggio  ed ISPRA al TG3.

Nel corso della rubrica “Sportello salute”, a cura di Paola Aristodemo, è andata in onda un’intervista condotta nel laboratorio di aeroobiologia. nel corso dell’intervista il dott. Di Menno di Bucchianico di ISPRA ha spiegato la presenza delle bande nere sui nostri vetrini.

ill servizio è visibile qui.

Giornata Nazionale del Polline 2019

Il giorno 23 marzo 2019, si svolgerà a Perugia il WORKSHOP Novità nel monitoraggio aerobiologico e emergenza allergologica.

La partecipazione all’evento è gratuita e darà diritto all’acquisizione di 4 crediti ECM ai primi 50 iscritti.

Scarica la locandina e la scheda di partecipazione.

Il polline di cipresso sopra la città…

La settimana in corso (4-10) ha visto un rapido passaggio di incursioni di aria fredda (la neve a portata di occhio da Roma), alternate a precipitazioni, tanto attese quanto brevi. per il settimana si prevede rialzo delle temperature, specie nei valori minimi e bel tempo.

Dal punto di vista aerobiologico, il polline di cipresso ha raggiunto valori molto, molto alti, come da tempo non si osservava. Prima di trarre affrettate e allarmanti conclusioni occorreà attendere la fine della stagione pollinica e una valutazione attenta dei dati. le osservazioni fenologiche condote in diversi siti cittadini mostrano alberi di cipresso con più del 50 percento dei coni sfioriti. il polline di cipresso rimarrò ancora in aria per settimane. sono in diminuzione, nocciolo, frassino e olmo, di cui si vedono comparire le piccole samare, di color verde brillante. E’ presente il pioppo, ma non ancora il salice. primi pollini anche per l ‘acero americano, quello comunemente presente nelle alberature stradali. E’ una specie allergenica. per le erbacee si registrano concentrazioni medie per la parietaria e inizia ad apparire in primi granuli delle graminacee… la primavera si avvicina, e oure gli starnuti (14 marzo 2019)-

     

stami di acero americano e samare di olmo

commento al bollettino 6 marzo 2018

li forte vento dello scorso fine settimana ha “spazzato” l’aria al punto di far crollare le concentrazioni polliniche per un paio di giorni. lentamente hanno poi ripreso a salire, ma per alcune (nocciolo e frassino ) si è iniziata la fase discendente.

È presente il polline di pioppo, quindi grosso modo tra una ventina di giorni vedremo volteggiare delicatamente piumini.

Da un punto di vista meteorologico la situazione meteorologica si mantiene stabile, con una leggera velatura del cielo nel fine settimana. le temperature sono molto miti, ma verso il prossimo fine settimana è attesa una diminuzione della temperatura

(commento al bollettino 28 febbraio)

la settimana trascorsa è terminata con una rapida incursione fredda, il vento ha spazzato l’aria (vedi sotto) interropendo per poche ore il progressivo aumento della concentrazione pollinica in aria. il cipresso come preannunciato è in piena fioritura, come è possibile vedere qui. 

i coni maschili si stanno aprendo mostrando questo aspetto

Jpeg

Si sono registrate concentrazioni alte di nocciolo, frassino e olmo e nedie di parietaria.

le previsioni meteorologiche annunciano temporali che dovrebbero ridurre temperature e concentrazioni pollinche.

Il vento e i pini di Roma

Fine settimana caratterizzato da vento molto forte. il vento ha spazzato decisamente l’aria, come abbiamo potuto vedere nei vetrini di monitoraggio, e come hanno potuto constatare i cittadini guardando alberi  anche molto grandi, cadere facendo danni e questa volta anche feriti e morti. il problema non è solo della città di Roma, ma ovunque si sia trascurata per anni la manutenzione, ricordando che la potatura è un’arte e non si improvvisa. Le cronache giornalistiche hanno parlato in modo disinvolto di grossi esemplari di pini marittimi. Esistono molte specie di pini, quello comune o da pinolo, quello di Aleppo e quello marittimo, per rimanere in ambito costiero.

C’è un modo inequivocabile per distinguere il pino comune da quello marittimo: il pinolo. Se il pino che avete nel parco, lungo la strada, nel giardino scolastico o al mare produce pinoli è il pino domestico o Pinus pinea L. , quello marittimo si chiama Pinus pinaster Aiton. Nella fotografia sottostatnte sono riportati i pinoli (a sinistra) e i semi del pino marittimo.

per apprezzare  e capire questi alberi, così incarnati nella città di Roma, suggeriamo l’ascolto dell’omonimo Poema sinfonico di Respighi

Il mandorlo, i pappagalli e cipressi

La prorompente fioritura di mandorli annunciano l’avvicinarsi della primavera. Il blocco anticiclonico di questi giorni, che peraltro non sembra presentare segni di cedimento a breve periodo, porta queste piacevoli temperature nelle ore centrali della giornata. Le temperature al mattino e di sera sono ovviamente basse a causa della mancata copertura nuvolosa.

Le concentrazioni polliniche sono in aumento, in particolar modo quella di cipresso. Le osservazioni fenologiche mostrano i coni ancora prevalentemente chiusi, ma le sacche polliniche sono ormai visibili e ricolme di polline. A breve aspettiamo un notevole incremento della concentrazione pollinica del cipresso.

Interessante vedere come i cipressi non siano solo osservati dai fenologi, ma anche dai pappagalli che  ne rompono i galbuli. Si tratta di Parrocchetti dal vistoso becco rossoaranciato. Sono esemplari di una numerosa e chiassosa colonia che soggiorna insieme a molte altre ormai da anni in città.

In aumento anche la concentrazione del nocciolo, del frassino e della parietaria.

Commento al bollettino (21 febbraio 2019)

   

 

Jpeg

 

Commento al bollettino (15/02/2019)

le concentrazioni polliniche di cipresso e nocciolo sono in deciso incremento. Per il cipresso, nonostante l’ultima osservazione fenologica abbia indicato ancora chiusura dei coni, sia pure in allungamento, la concentrazione inizia ad essere importante. conferme dai soggetti allergici che si rapportano con noi. Probabilmente si tratta di altre specie speci appartenenti alla famigli presenti nel territorio urbano.

le previsioni meteorologiche non indicano l’arrivo di fenomeni importanti, la temperatura raggiunge anche il 15 gradi nelle ore centrali, ma complice l’assenza di copertura nuvolosa, nei valori minimi si abbassa notevolmente

Dall’inverno semo fora o semo dentro?

il 2 febbraio è la festa della candelora, e il noto proverbio recita: “quando viene la Candelora de l’inverno semo fora; ma se piove  o tira vento de l’inverno semo dentro”. Che dire, sabato a Roma diluviava , ma questa settimana regala ore centrali tiepide, quasi profumate di primavera. Vediamo, l’inverno meteorologico termina a fine mese quello astronomico il 21 marzo. Per tutta la settimana si manterranno le attuali condizioni meteorologiche, con assenza di nubi e temperature fredde al mattino.

le osservazioni fenologie condotte sui cipressi non rivelano coni aperti, ma in aria abbiamo registrato concentrazioni in aumento. altre cupressaceae, tra cui il Calocedro o il cipresso dell’Arizona, iniziano a rilasciare granuli di polline. le osservazioni “sintomatologuche” di alcuni “campionatori umani” ci confermano la presenza di polline delle cupressacee in aria; in aumento il nocciolo.

(6 febbraio 2019)

Neve sui monti

Alla fine la neve è arrivata anche nei dintorni di Roma: monti Lucretili, Ruffi, Simbruini, Prenestini sono imbiancati e si sente “l’odore”.

L’inverno sembra cmportarsi quasi da inverno e questo dovrebbe fare notizia. Osservazioni fenologiche e aerobiologiche lo confermano. occorre tuttavia ricordare sempre che un conto sono le condizioni in aperta campagna, quindi ben oltre il grande raccordo anulare e un conto sono le condizioni microclimastiche presenti dentro una città così estesa e così ricca di microambienti. E’ grazie a questa grande diversità che flora di Roma è qualitativamente e quantitativamente importante.

Con la comparsa dei granuli di nocciolo e di cipresso si può dire che ha inizio la stagione pollinica del 2019. la verfica in campo di esemplari di queste specie offre al momento indicazoni contrastanti.

Nelle fotografie seguenti sono osservabili coni maschii di cipresso, ben formati e rigonfi, ma ancora inequivocabilmente chiusi e fiori maschili e femminili di nocciolo. Quest’ultimo è in fenofase più avanzata nella periferia, dove la temperatura è inferiore al centro città.

Nella foto di destra fiori femminili rossi e amenti maschili.

Nelle foto seguenti la differenza di lunghezza tra amenti maschili in città e in periferia

Jpeg

commento al bollettino

Il passaggio della perturbazione e le precipitazioni ad essa legate  hanno pulito l’aria, ma è stato possibile comunque poter osservare granuli di nocciolo e cipresso. Sono presenti anche mercorella e parietaria. Nel fine settimana è prevista  l’arrivo di un’altra perturbazione che porterò tra domenica e lunedì a nuove precipitazioni.

(24 gennaio 2019)

BUON ANNO, BUON 2019!!

La riapertura dell’Università dopo la pausa legata alle festività natalizie, rende possibile la preparazione e la lettura dei vetrini di monitoraggio aerobiologico dei campionatori attualmente attivi. ci auguriamo di poter aver presto di nuovo in linea anche quello dell’ospedale San Pietro, bloccato dall’incendio che ha danneggiato il nosocomio.

Le condizioni meteorologiche hanno determinato accumulo di polveri sottili, fenomeno che si presenta sempre a ridosso delle festività natalizie, e i vetrini mostrano poco rassicuranti bande nere, specie in corrispondenza delle ore di maggior traffico.

I primi giorni del 2019 hanno fatto registrare temperature molto basse, con brina nei prati e ghiaccio specie in periferia o negli spazi aperti. La pioggia caduta ha forse pulito un po’ l’aria, ma non si corre il rischio di neve.

La penisola si trova in mezzo ad una zona di alta pressione situata tra penisola iberica e isole britanniche una seccatura continentale che sta regalando l’ondata di freddo che investe la costa adriatica centromeridionale. Solo verso il fine settimana si registrerà un lieve aumento delle temperature, specie sul versante tirrenico.

Concentrazioni polliniche prossime allo zero, con presenza più che sporadica di granuli appartenenti al nocciolo, qualche residuo granulo di cedro, qualche mercorella e qualche cupressacea,

(commento del 9 gennaio 2019) 

solstizio d’inverno

Stasera alle 23:23 avverrà il solstizio d’inverno. La terra entrerà nell’inverno astronomico. A partire da questa notte le giornate si riallungheranno progressivamente, anche se per la città di Roma questo coincide con un progressivi avvicinamento ai giorni più freddi.

Il solstizio d’inverno era celebrato anche dagli antichi romani, era la festa  del ‘Sol invictus’ e Saturnalia. veniva celebrata la rinascita della natura. Il “dies natalis Solis Invicti“, il giorno di nascita del Sole Invincibile cadeva infatti proprio il 25 dicembre. su questa festa si inserirà poi il Natale cristiano.

Le concentrazioni polliniche sono praticamente assenti, nonostante sia possibile vedere in campo già fiorita la Dactylis glomerata, (21-12-2018).

Polvere di stelle? magari…

Alzando gli occhi dallo smartphone, cosa che facciamo sempre più di rado e levandoci un po’ presto, è possibile vedere in cielo la cometa (vedi fotografia a sinistra): il nucleo formato da un agglomerato di cristalli di acqua, ammoniaca, metano e polveri metalliche, passando nella loro orbita al perielio, evaporano lasciando la scia che ci fa stupire.

Altra polvere è passata sul cielo di Roma nella scorsa settimana: le tracce dell’incendio del TMB su via Salaria sono state raccolte dai nostri campionatori, come possiamo vedere nella foto. Quello di Cipro più vicino e allineato secondo il vento ha registrato una maggiore concentrazione, quello di Tor Vergata molto più a Est, ha comunque registrato tracce analoghe, ma in concentrazione minore.

  

(l’immagine al centro è a cura dell’Ufficio stampa dei Vigili del Fuoco)

Commento al bollettino

La nostra Penisola è interessata in queste ore da una perturbazione responsabile di precipitazioni anche a carattere nevoso sull’Appennino. Nel fine settimana generali condizioni di stabilità con temperature stazionarie.

Concentrazione di polline assente. (21/12/2018)

Blocco del traffico e non solo

Puntuali o quasi, come la caduta delle foglie tornano i blocchi del traffico.  Per legge vanno fatti, sulla reale efficacia del provvedimento, tra deroghe, furbi, mancati controlli, assenza di trasporto pubblico adeguato, c’è molto da dubitare.

Basta andare a guardare i giornali di uno, tre,  dieci anni fa e  sistematicamente con le medesime condizioni di pressione atmosferica si ripresenta il problema. si possono andare anche le vecchie pagine di questo sito per vedere vetrini carichi di particolato.

Spesso a queste condizioni sono associati anche fenomeni come quello registrato a Roma ieri. Una fitta coltre di nebbia nascondeva agli occhi cime di alberi tetti di palazzi e chiese. la nebbia però offre autentici spettacoli, come quello riportato sotto. E se andremo a piedi potremo guardare con occhio diverso la città che ci circonda.

ragnatela

il colle Vaticano

Fischia il vento

Una perturbazione autunnale, di grande intensità, ma sempre autunnale, sta investendo il paese e la città di Roma in questi giorni. Il vento ieri ha determinato il crollo di alberi, cornicioni, cartelli stradali. Ha purtroppo provocato il decesso di alcune persone. Anche nella macro area di Scienze si sono verificati crolli. Nella figura qui sotto è raffigurata l’intensità del vento, alle ore 12:30. La velocità è espressa secondo la scala di Beaufort, e si può vedere che si sono raggiunte velocità di 40 kt con punte anche molto più elevate. L’Aeronautica militare riferisce di raffiche che hanno raggiunto i 100 kmh.

Si è trattato di un evento con caratteristiche eccezionali, che hanno determinato ovviamente i danni di cui le cronache riferiscono con abbondanza di servizi, immagini e inesattezze. Il vero problema è la precarietà delle condizioni idrogeologiche di questo Paese, gli anni passano, le cronache si succedono e alluvioni, frane, smottamenti si verificano con una regolarità unica nel Paese. Quante risorse si potrebbero risparmiare lavorando in prevenzione? Quante persone potrebbero essere utilmente impiegate? Quante vite umane si potrebbero salvare?

Sembra proprio impossibile da capire per i nostri governanti, a prescindere dal colore.

 

Commento al bollettino (09 novembre 2018)

Le condizioni meteorologiche continuano a mantenersi instabili, con nuvolosità e precipitazioni diffuse. Ulteriore peggioramento nel fine settimana. Temperature stazionarie.

Le concentrazioni polliniche sono in diminuzione, con valori ancora bassi per Parietaria e la spora Alternaria.

Gli equinozi (20 settembre  2018)

Domenica 23 settembre alle 3:54 del mattino i raggi del sole saranno perpendicolari all’asse di rotazione terrestre. Il circolo di illuminazione toccherà contemporaneamente il polo nord e il polo sud, quindi il dì e la notte avranno la stessa durata e poi progressivamente la durata della notte sarà più lunga di quella del dì. È l’inizio astronomico dell’autunno, quello meteorologico è iniziato il 1 di settembre. Analogamente il 21 marzo sarà l’equinozio di primavera mentre la primavera meteorologica inizierà il 1 marzo. La figura che segue è tratta dal volume “la Terra” di Lupia Palmieri e Parotto, edito da Zanichelli.

 

FA CALDO, MA QUANTO FA CALDO?

Sottoponiamo alla vostra lettura una tabella preparata dal prof. Luigi Mariani, a commento della martellante “informazione” sulle temperature che stanno investendo le regioni nord europee.

Tutti i dati sono risultati aggiornati al 21 luglio 2018 e il codice riportato a fianco di ogni stazione è il codice ufficiale della World Meteorological Organization. Nella tabella qui sotto, ordinate a partire dalla più alta, il prof. Mariani ha riportato le 30 temperature massime più elevate registrate dalle tre stazioni in esame. Notare che in nessuna delle 4 stazioni il 2018 ha fin qui fatto segnare dei record, nel senso che nel passato si sono avuti valori più elevati. Per Tokyo e Barentsburg addirittura nessun dato di temperatura massima del 2018 rientra nei primi 30 valori: il primo valore del 2018 lo troviamo al 125° posto per Tokyo e al 423° per Barentsburg. Ciò almeno in parte si spiega con il fatto che le serie di questi ultimi due siti sono sensibilmente più lunghe di quelle di Oslo e Goteborg.

 

(commento del 25 luglio 2018)

Nei parchi sono in fiore gli alberi di Styphnolobium (Sophora) japonica, appartenente alla famiglia delle fabacee (Leguminose), albero proveniente dal Giappone, delicatamente profumato. Gli alberi sono carichi di fiori, spesso visitati da api, dato che la pianta è una buona mellifera. Qui sotto una foto di albero, fiori e polline.

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Foto di Adriano Stagnaro www.actaplantarum.org

Trascorsa senza troppi problemi la notte delle streghe, il 24 giugno, forse anche grazie alle abbondanti fioriture dell’erba di san Giovanni, che è possibile notare  in città, si attende il prossimo fine settimana in cui si registrerà un forte aumento delle temperature. l’estate comunque mostra ancora segni di instabilità e non è detto che dopo questo rialzo termico non possa verificarsi un nuovo calo.

Le condizioni di stabilità di inizio settimana saranno perturbate dall’arrivo di correnti fresche settentrionali. Il fine settimana sarà quindi caratterizzato da nuvolosità diffusa e possibili rovesci, e temperature di nuovo in diminuzione.

Dal punto di vista aerobiologico, le concentrazioni resteranno pressoché stabili o in diminuzione, con presenza in aria di pollini di  castagno, graminacee, plantaginacee, amaranto, Parietaria e la spora Alternaria.

commento del   (04/07/2018)

IL SITO HA COMPIUTO TRE ANNI

Nonostante tutte le difficoltà, abbiamo raggiunto il terzo anno con questo sito e 22 di monitoraggio.

grazie a tutti i componenti l’equipe del Centro e grzie ai lettori, soprattutto a quelli che ci segnalano errori o problemi.

Pioggia, sole, erba alta e pecore.

La situazione è oggettivamente sotto gli occhi di tutti, e nel naso degli allergici. Le abbondanti precipitazioni primaverili e il sole di maggio, ormai inoltrato, hanno fatto sì che tutti gli spazi verdi, aiuole, spartitraffico, rotatorie e incolti siano rigogliosamente coperti da una consistente vegetazione erbacea. La mancata manutenzione di questi spazi ha determinato tra i vari problemi anche un aggravamento della sintomatologia nei pazienti allergici al polline di graminacee, plantaginacee, poligonacee e parietaria. Le concentrazioni si polline appartenente a queste famiglie sono decisamente elevati e solo in parte attenuati dalle piogge.

Di oggi la notizia che l’amministrazione comunale intende avvalersi di pecore per il taglio dell’erba dei prati. La comunicazione ha ovviamente innescato critiche e anche simpatici sfottò, ma l’idea non è né nuova né peregrina.

In numerosi paesi europei e non, la pratica di usare greggi per mantenere basso lo strato erbaceo dei grandi parchi, è stata adottata con successo diversi anni orsono, come si può leggere qui, qui e qui.

Addirittura la città di Torino, nel lontano 2011, adottò questa strategia, come si può leggere qui, a pag.99.

La notizia, allora pubblicata anche da Huffington post (vedi) presentava l’iniziativa come importante e geniale.

Quindi erba tagliata, anche concimata, ridotta emissione di polline, niente spostamento di mezzi agricoli, niente lancio di resti vegetali e sassi dai decespugliatori. Come mai andava tutto bene e oggi no? Il problema è allora chi chiama le pecore? Meglio riderci sopra ricordando chi le pecore, o meglio “li pecuri” le chiamava per davvero.

Workshop “Clima, inquinamento atmosferico e pollini: modello integrato di monitoraggio, sorveglianza sanitaria e raccomandazioni per la prevenzione”

Il 15 maggio 2018 si terrà presso il Ministero della Salute, Via G. Ribotta 5, Roma il workshop “Clima, inquinamento atmosferico e pollini: modello integrato di monitoraggio, sorveglianza sanitaria e raccomandazioni per la prevenzione”. L’evento è accreditato ECM.

L’obiettivo della giornata formativa è di aumentare le conoscenze sui rischi associati agli effetti acuti derivanti dall’esposizione ambientali come ondate di calore, inquinamento atmosferico e pollini, e promuovere la collaborazione tra enti e istituzioni a livello centrale e locale.

apri il programma

scheda di iscrizione

Nuvole di polline

Ci risiamo. Puntuali, come i treni giapponesi, arrivano i commenti di improvvisat esperti, ma anche di comici, attori, giornalisti, meteorologi etc.. In principio fu Benigni, con il film “la tigre sotto le neve”, e la grande nevicata a Roma, che nel film viene descritta come nuvole di polline. Ultimamente olre a siti meteo anche i comici delle “coliche”. ci riproviamo.

il polline è un oggetto, piccolo piccolo, ma piccolo. quello di pioppo misura 20-30 micron, un micron è la millesima parte del millimetro.

Quelli che vediamo volare sono i semi, dotati di un morbido ciuffo di peli. i semi vengono rilasciati dalle capsule dei pioppi o dei salici. la capsula è un tipo di frutto.

le capsule sono portate in infruttescenze pendule, si aprono e affidano al vento i semi che numerosissimi volano dappertutto. le capsule (vedi sopra e sotto, a sinistra) misurano 5-7 millimetri e i singoli semi misurano 2-3 millimetri, vedi sotto a destra.

Il polline di pioppo e salice è stato liberato in aria circa 40 giorni fa, ora volano i semi. Possono essere fastidiosi, fare il solletico nel naso, ma sicuramente non vengono inalati; non sono allergenici! e d’altronde anche il polline di pioppo e salice è considerato poco allergenico.

(Il Centro di monitoraggio RMTV)

APProposito di app.

finalmente è arrivata la primavera. No è arrivata subito l’estate. Temperature mai così alte.Tabelle comparative con lo scorso anno mostrate in tv come prove inoppugnabili di un clima impazzito (come se sia più normale avere temperature prossime alla zero a fine aprile). E così via. L’informazione, o disinformazione, sulle condizioni meteorologiche ci sembra fondata, più che su dati reali, su quelli percepiti.

Analogamente si può dire sulle informazioni relative alle allergue di primavera.

Pubblicità di farmaci che rimandano ad ingannevoli, per non dire inesistenti reti di rilevamento, scorrono sui monitor dei treni della metropolitana a Roma. Un importante (sicuramente molto diffuso) sito di infomazioni meteorologiche, quello che si inventa improbabili nomi per ondate di calore o terrorizza gli utenti con generali inverno, che come nel deserto dei tartari non arrivano mai, pubblicizza informazioni sulle concentrazioni polliniche a livello provinciale. Peccato che siano totalmente sballate. Così come è sbagliata l’informazione relativa alla coltre di polline in arrivo a causa dei pioppi.

Salici e pioppi hanno terminato le loro fioriture, i frutti sono in maturazione e tra qualche giorno vederemo volare i piumini che disperdono i semi…

come diceva Totò..

ma mi faccia il piacere…  (Il Centro di monitoraggio RMTV)

 

mimosa in fiore

papavero nello spartitraffico del grande raccordo anulare

coni di cipresso sempreverde

tre fotografie

Sono tre istantanee che descrivono bene l’attuale situazione. Il polline di cipresso, come si può vedere dal bollettino, è ormai presente in aria. Si tratta prevalentemente ancora di cipresso dell’arizona, ma riteniamo che nei prossimi gironi il cipresso sempreverde fiorirà copiosamente. Le altre due foto mostrano bene come questi siano giorni della merla non troppo freddi: la mimosa sulla pista ciclabile nei pressi di Proba Petronia, il papavero svetta nello spartitraffico all’altezza della Bufalotta (quante cose si possono osservare fermi nel traffico!!)

 

 

rilevamento fenologico del cipresso 2017-2018

 

abbiamo iniziato la campagna di rilevamento fenologico del cipresso, chi vuole aderire può mandare una mail all’indirizzo infoatpollinedotuniroma2dotit

I Italian Citizen Science conference

si terrà a novembre la prima conferenza italiana su”citizen Science”.

il centro di Monitoraggio parteciperà portando i risultati delle campagne di rilevamento fenologico del cipresso  svolte in questi anni. Dalla prossima settimana ripartiremo con la campagna di osservazioni, troverete sul sito informazioni specifiche.

EMERGENZA IDRICA

un  nasone a secco

Molti “nasoni” sono chiusi (anche se si sentono spesso inquietanti gocciolamenti all’interno), dovrebbero ricordarci che l’estate scorsa abbiamo rischiato il razionamento dell’acqua a Roma. Non fa più caldo, le aiuole sono tornate spontaneamente verdi, sembra non esserci stato nessun problema. ma la siccità continua, nelle campagne si continua ad irrigare e viene rimandata la semina del frumento. In attesa del prossimo nubifragio sarebbe auspicabile che gli amministratori non attendessero la prossima estate per affrontare il problema.

i modelli previsionali dicono che per il fine settimana sarà possibile un passaggio di una rapida perturbazione che potrebbe portare un po’ di pioggia ( occhio alle caditoie)(19ottobre 2017)

OTTOBRATE ROMANE

Ottobre a Roma è un mese piacevole, non fa più caldo, non è ancora freddo (ammesso che a Roma faccia freddo), giornate  tipicamente luminose. ecco un interessante commento di Guido Caroselli, che si può leggere qui. 

E’ presente principalmente polline di amaranto e cedro dell’atlante e qualche poacea. certo la mancanza di pioggia non aiuta le piante.  Qualche granulo di Artemisia,  cannabacee e Alternaria sono di fatto le uniche presenze da segnalare.

(27 settembre 2017)

Basic Training Course in Aerobiology, “euroimmune @IT2020”

Si è svolto in questa settimana il corso base in aerobiologia per i ricercatori partecipanti al progetto @IT2020, provenienti da Albania, Grecia e Turchia.

Il corso ha fornito le basi per poter effettuare il riconoscimento di polline e spore nelle città di provenienza.

Prossimamente saranno forniti ulteriori dettagli

 

 DALLA PROSSIMA SETTIMANA RIPRENDERà IL BOLLETTINO SETTIMANALE.
Commento al bollettino dal 31 luglio al 06 agosto 2017

Commento al bollettino

Situazione ancora stabile nelle regioni centro-meridionali, con persistenza di elevate temperature per la presenza di un’area di alta pressione che dal Nord Africa si estende fin sulla Russia passando attraverso il Mediterraneo centrale.

Concentrazioni polliniche ulteriormente in calo, senza importanti fenomeni da segnalare.

(09 agosto 2017)

Meteo di giugno

può essere utile dare uno sguardo a questi due grafici relativi alle precipitazioni e alle temperature media massime del mese di giugno registrati negli ultimi 20 anni presso la stazione di Roma Tor Vergata. i dati sono ottenuti grazie alla collaborazione del Centro Funzionale della Regione Lazio.

Forse le vere anomalie le abbiamo registrate negli ultimi tre anni?

(12/07/2017)

vedi il bollettino

 

 

 ISOLA DI CALORE E FENOLOGIA

la fotografia sotto riportata è stata scattata il 19 marzo. ritrae amenti maschili del carpino nero appartenenti a due esemplari, uno a Roma centro e uno in periferia evidente la diversa fase fenologica determinata dalla diversa temperatura tra periferia e centro città

NUOVA STAZIONE DI MONITORAGGIO AEROBIOLOGICO A ROMA

L’Equipe del Centro di monitoraggio aerobiologico di Roma Tor Vergata comunica che è operativa una nuova stazione di monitoraggio aerobiologico. l’attivazione è nell’ambito di un progetto sperimentale di valutazione della qualità dell’aria.

Jpeg

 Servizio del TG3 Lazio sull’attuale momento “pollinico”, intervista alla Dott.ssa  Francesca Froio dell’Ospedale San Pietro e al responsabile del Centro di monitoraggio aerobiologico clicca qui

Calocedrus decurrens Florin: una breve scheda

Il polline dominante in questo periodo è quello di cipresso, ed è per la sua valenza che anche da un punto di vista allergologico , che conduciamo campagne di rilevamento fenologico con l’aiuto di osservatori volontari.

Esistono tuttavia altre specie introdotte a scopo ornamentale che concorrono alla concentrazione di polline di Cupressaceae. Tra queste il Calocedrus decurrens Florin (= Libocedrus decurrens Torr.), calocedro o libocedro, in inglese detto anche incense-cedar, per il suo gradevole ed intenso profumo. Si tratta di albero originario del Nord America occidentale, la cui altezza può raggiungere anche più di 45 metri. Tronco con corteccia da bruno a rossastra, scanalata. I ramoscelli molto ramificati e appiattiti Le foglie sono sempreverdi, squamiformi, disposte su quattro file opposte, lunghe da 3 a 14 mm. Coni femminili lunghi fino a 35 mm con quattro squame disposte a coppie decussate. La specie utilizzata a scopo ornamentale è molto diffusa in nei parchi cittadini e risulta spontaneizzata in Sardegna, Umbria e Lombardia

Nelle fotografie sotto riportate, particolare di coni femminili, polline, coni maschili  e una veduta d’insieme.

CITIZEN SCIENCE: ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO DEL CIPRESSO

Le osservazioni fenologiche condotte in città e fuori Roma ci mostrano coni di cipresso ormai aperti in diversi esemplari e diffondenti polline. Sono da tempo visibili i coni femminili, pronti per l’impollinazione

i cittadini interessati, insegnanti di scuola media inferiore e superiore possono partecipare inviando una mail di adesione all’indirizzo info@polline.uniroma2.it

Terremoto di Amatrice   2016

norcia-con-neve

Norcia

In luoghi abbandonati
Noi costruiremo con mattoni nuovi.
Vi sono mani e macchine
E argilla per nuovi mattoni
E calce per nuova calcina.
Dove i mattoni son caduti
Costruiremo con pietra nuova,
Dove le travi son marcite
Costruiremo con nuovo legname,
Dove parole non son pronunciate
Costruiremo con nuovo linguaggio.
C’è un lavoro comune,
Una Chiesa per tutti,
E un compito per ciascuno:
Ognuno al suo lavoro.
da: Cori da “la rocca” di T.S. Eliot

 

L’Equipe del Centro di monitoraggio esprime il suo dolore per le vittime del terremoto di Amatrice degli altri centri e la sua vicinanza alla popolazione. Per fare una donazione online, visitate il sito internet www.nursia.org e cliccate su “Donazioni”  
PIUMINI DI PIOPPO

Caldo e vento favoriscono in città, soprattutto lungo il corso del Tevere il volo di leggeri piumini. Si tratta dei semi di pioppi e salici: sono rivestiti da peli che servono alla loro dispersione. Si tratta della strategia adottata da molte piante,  dette per questo anemocore, che vuol dire che utilizzano il vento per disperdere i semi. Nonostante i consueti servizi dei tg siano soliti mostrare queste immagini in occasione dell’arrivo della primavera e dalle allergie, NON SI TRATTA DI POLLINE. La sintomatologia che gli allergici hanno in concomitanza del volo dei scemoi di salice e pioppo è scatenata dal polline delle specie in fiore in questo periodo. Nel filmato un esempio di questo bello spettacolo.

 

Citizen Science: un nostro osservatore, il prof Costantino Sigismondi, oltre alle settimanali osservazioni, corredate da fotografie, ha inviato questo video. grazie a lui lui e a tutti i suoi giovani osservatori studenti dell’Istituto I.S. F. Caffè.

 

 Targhe alterne?

Le condizioni di alta pressione e ristagno determinano l’accumulo di polveri sottili e altri inquinanti.  Nella fotografia riportiamo i vetrini di monitoraggio dell’ultima settimana e il confronto con quelli di quaranta giorni fa.  Il confronto non è per nulla rassicurante.

aria dicembre

PRIMI POLLINI ALLERGENICI? 

In questo periodo di fine dicembre stiamo assistendo a una serie di giornate molto belle, con temperature al mattino e alla sera pungenti, ma miti verso l’ora di pranzo. In effetti rispetto allo scorso anno le temperature sono più basse, e molto più basse sono le precipitazioni: nel 2014 dal 1 gennaio al 30 novembre presso la stazione di Roma Tor Vergata si sono registrati precipitazioni per  1048 mm e 84 giorni piovosi; nel 2015 rispettivamente   630 mm e 65 giorni piovosi. Queste condizioni meteorologiche si stanno protraendo ormai da molti giorni e si ripetono i provvedimenti di blocco parziale del traffico nella speranza (vana) di ridurre la quantità di polveri sottili.

Nelle nostre osservazioni settimanali troviamo qualche granulo di nocciolo e cipresso, ma siamo ancora lontani da concentrazioni apprezzabili.

Per il cipresso in particolare le osservazioni fenologiche nella città di Roma e nel resto d’Italia, mostrano un certo ritardo rispetto allo scorso anno (vedi mappe sotto, fonte Iphen network). Ringraziamo di cuore i cittadini che partecipano alla nostra campagna Citizen Science: le osservazioni fenologiche ci aiutano a calibrare meglio le nostre osservazioni aerobiologiche.

Ha suscitato quindi un po’ di sconcerto l’articolo uscito la settimana scorsa circa la comparsa di pollini allergenici come segnali di imminenti manifestazioni allergiche.

cipresso 2014 CIPRESSO 2015

 

l’aria che tira

i recenti provvedimenti di blocco totale e parziale del traffico derivano dai dati delle centraline di rilevamento presenti in città. anche il campionature di polline dà un’idea dell’aria che respiriamo come è possibile vedere nei vetrini degli ultimi giorni della settimana scorsa. Le bande nere corrispondono al traffico e all’accensione dei riscaldamenti.

Ogni vetrino corrisponde a 24 ore con le ora O in basso vicino l’etichetta e le 24 sul lato opposto in alto.

aria di roma

CITIZEN SCIENCE CAMPAGNA RILEVAMENTO FENOLOGICO DEL CIPRESSO

Rivolto a tutti gli osservatori naturalistici e agli allergici al polline di cipresso. i risultati del primo anno di attività di Citizen Science rivolto all’osservazione della fenologia del cipresso sono stati molto  incoraggianti. Ne è scaturita un’utile fotografia della diffusione del polline di cipresso a Roma.

Stiamo predisponendo le nuove schede per la partecipazione della campagna di rilevamento fenologico del cipresso. Quest’anno vorremmo il coinvolgimento delle scuole, che stiamo contattando.

Le adesioni alla campagna possono essere già mandate all’indirizzo: info@polline.uniroma2.it

A proposito di Flegetonte e non solo

Riprendiamo dal sito www.meteo.rma.it un istruttivo commento ai fantasiosi nomi assegnati alle cicliche ondate di calore, ed in autunno alle perturbazioni che portano pioggia

Da qualche tempo imperversano sui giornali titoloni ad effetto, che rilanciano roboanti e suggestivi nomi di condottieri e personaggi della storia o della letteratura (da Annibale a Caronte passando per Scipione), associati alle strutture meteorologiche che si succedono sulla scena atmosferica europea, in particolare ai campi di alta pressione responsabili di giornate all’insegna del caldo intenso (ma vedi tu che stranezza, d’estate in Italia fa caldo); si tratta, ovviamente, di operazioni mediatiche assolutamente arbitrarie, ad uso e consumo del sensazionalismo giornalistico, messe in giro da siti web commerciali che non hanno alcuna titolarità per assegnare tale nomenclatura, ruolo che l’Organizzazione Meteorologica Mondiale assegna invece storicamente, per la scena euro-atlantica, all’Istituto di Meteorologia della Freie Universität di Berlino. Quest’ultimo, infatti, produce quotidianamente una mappa con l’analisi barica alle ore 00 UTC, ed una con la previsione a +36 ore, cioè per le ore 12 UTC del giorno seguente, entrambe contenenti la diagnosi dei sistemi frontali ed i nomi ufficialiassegnati a cicloni ed anticicloni secondo una successione pre-assegnata (negli anni pari nomi femminili per le basse pressioni e maschili per le alte pressioni, negli anni dispari ruoli invertiti, seguendo due liste in ordine alfabetico decise in anticipo), sulla falsariga di quanto avviene negli Stati Uniti per gli uragani e le tempeste tropicali.

(16/07/2015)

NOVITA’ EDITORIALE

Abbiamo pubblicato con il raggio verde edizioni, l’Atlante del polline delle principali specie allergeniche d’Italia. Il volume, realizzato da Alessandro Travaglini, M. Antonia Brighetti, Augusto Arsieni e Francesco Vinciguerra, costituisce un utile manuale per il  riconoscimento del polline aerodisperso nonché un’utile raccolta di schede botaniche relative alle specie allergeniche descritte. In ciascuna scheda è riportata la descrizione del taxon e del granulo corrispondente, con relativa documentazione iconografica: sono illustrate 46 famiglie e 134 taxa botanici, tra generi e specie.

Il volume di 216 pagine, raccoglie tutte fotografie originali, tabelle, glossari botanico e paleontologico, e bibliografia.

copertina atlante

 

 

L’Atlante  del polline delle principali specie allergeniche d’Italia, è prenotabile rivolgendosi alla casa editrice o direttamente dal sito www.ilraggioverdesrl.it Info e contatti: info@ilraggioverdesrl.it – 3394038939

Rassegna stampa ai seguenti link:

http://www.romatoday.it/cronaca/mediterranean-palynology-symposium-sapienza.html

http://www.arteeluoghi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2326:a-roma-il-mediterranean-palynology-symposium&catid=58:notizie&Itemid=136

CITIZEN SCIENCE ED OSSERVAZIONI FENOLOGICHE DEL CIPRESSO A ROMA

Il monitoraggio fenologico (l’osservazione delle diverse fasi vegetative e riproduttive delle piante) è un ottimo strumento da affiancare al monitoraggio aerobiologico. In considerazione che tra le prime piante allergeniche a fiorire è proprio il cipresso, desideriamo coinvolgere i visitatori del sito residenti nell’area del comune di Roma in un progetto di osservazione naturalistica che va sotto il nome di Citizen Science.

Tale tipo di attività si basa sulla collaborazione tra cittadini ed istituzioni scientifiche.

Per aderire basta avere vicino degli alberi di cipresso e compiere le osservazioni, con cadenza settimanale secondo le istruzioni che daremo a chi aderirà all’iniziativa. Nella foto potete osservare i piccoli coni maschili di cipresso ancora immaturi.

cipresso        cipresso fase 1

Coloro che desiderano partecipare a questa iniziativa, assolutamente nuova per la città di Roma, possono inviare una mail all’indirizzo info@polline.uniroma2.it comunicando la zona di osservazione.

Confidando in una numerosa partecipazione vi auguriamo buone osservazioni.

 

 

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