il campionatore

Il campionatore utilizzato per le indagini qualitative e quantitative sui pollini aerodispersi è di tipo volumetrico, basato sulla cattura per impatto delle particelle atmosferiche su una superficie, attraverso l’aspirazione di un volume d’aria noto. L’aspirazione dell’aria si effettua grazie ad una pompa a vuoto, posizionata nella parte inferiore del campionatore, attraverso una fenditura di 2 x 14 mm, posta sotto l’aletta parapioggia e orientata sempre contro vento grazie all’azione di un alettone verticale che fa girare l’apparecchio sul suo asse. L’apparecchio utilizzato è il VPPS 2000 Lanzoni. Quest’ultimo modello è adottato dalla Rete Nazionale di Rilevamento dell’Associazione Italiana di Aerobiologia (AIA). L’apparecchio capta particelle di dimensioni comprese tra 1 e 100 micron provenienti da un’area circostante con un raggio medio di 10-15 Km, a seconda dell’altezza a cui è installato. L’aria aspirata viene veicolata su un tamburo di 345 mm di circonferenza, che, controllato da un sistema ad orologeria, ha un’autonomia di sette giorni e ruota alla velocità di 2 mm/ora, in modo da far descrivere al tamburo una rotazione completa alla settimana. Sul tamburo, che scorre in prossimità della fenditura, viene distesa una striscia di plastica trasparente ricoperta di materiale adesivo adatto alla cattura delle particelle. Al termine della settimana di campionamento il tamburo viene rimosso e sostituito da un altro tamburo, caricato con una nuova striscia adesiva. La striscia rimossa, viene tagliata, colorata con fucsina e montata su vetrini portaoggetto per l’osservazione al microscopio. Il riconoscimento dei granuli e la loro conta avviene mediante la lettura al microscopio ottico a ingrandimento 250x o 400x. Il conteggio non è totale su tutta la superficie di campionamento, ma solo su una sua parte.